Il Mattone Pieno Romano

Già Marco Vitruvio Pollione, nel suo De Architectura (30 a.C.), tratta in maniera diffusa, attraverso approfondimenti tecnici, l’argomento che verrà poi ripreso da Plinio il Vecchio e da altri autori classici, definendo con il nome di Lydion un mattone di un 1 piede x 1/2 piede (29,60 x 14,18cm).

Ragioni storiche legate principalmente alla divisione dell’Italia in piccoli stati sovrani (Stato Pontificio, Regno delle Due Sicilie, Regno di Sardegna, Granducato di Toscana e Lombardo-Veneto) determinarono varianti rispetto alle dimensioni.

In sintesi la misura originaria 14x28cm rimase in maniera prevalente nei territori dello Stato Pontificio.

Per tutto il '900, con l'avvento dei forni Hoffmann e delle linee di estrusione, si decuplicò in Roma, principalmente a ridosso del Vaticano, la produzione del classico mattone 5x14x28 (volgarmente definito 'Zoccolo Romano').

Tale proliferare di impianti semi-industriali, permise dagli anni 20 ai primi anni del dopoguerra l'edificazione di interi quartieri (Garbatella, Testaccio, Trionfale, Prati, Parioli ed altri) che tutt'ora rappresentano esempio di buon costruire.

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